Il Vin Brulè

Vin Brulè e Inverno, il connubio perfetto!!!

In questo articolo vi parleremo del caldo vino aromatizzato alle spezie “vin brulè” che, per la maggior parte delle persone, rievoca fantastici momenti trascorsi ai mercatini di Natale o sulle piste innevate dei numerosi comprensori della Valle d’Aosta.

Il Vin Brulè (anche noto come Glühwein, dal tedesco, Vin Chaud in francese, Mulled Wine in inglese) è una bevanda calda a base di vino, zucchero e spezie aromatiche, diffuso in numerose nazioni tra cui l’Italia settentrionale.

L’origine di questa bevanda aromatizzata risale a tempi lontani.

Il predecessore del vin brulè è il Conditium Paradoxum (probabile origine greca), un vino dolcificato con abbondante miele, scaldato a più riprese e aromatizzato con pepe, foglie di nardo, zafferano e datteri, che generalmente veniva offerto agli ospiti alla fine del pasto, come documentato nel “De re coquinaria” (una raccolta di ricette del primo gastronomo romano Marco Gavio Apicio nel 25 a.c.).

In epoca medievale, conosciuto in tutta Europa  prima con il nome “claret” o “piment”, compare l’Ippocrasso (inventato, secondo una leggenda, dal medico greco Ippocrate nel V secolo a.C.), anche se in realtà il nome “hypocras” s’incontra per la prima volta solo a metà del XIV secolo.

In Italia esistono numerose e svariate ricette del Vin Brulè, legate alle diverse varianti tramandate di generazione in generazione, ma gli ingredienti fondamentali rimangono sempre il vino, lo zucchero, la cannella, i chiodi di garofano e le scorze di limone.

La preparazione consta nel portare lentamente, a fiamma bassa, il vino all’ebollizione (l’alcool etilico evapora a 83°C) aggiungendo poi lo zucchero e le spezie.

Quali vini utilizzare?

In Germania utilizzano vino rosso, in Italia vino bianco e rosso e in Austria entrambi.

In Veneto si utilizza il vino Chardonnay o il Pinot bianco, in Emilia Romagna il Sangiovese, nelle altre regioni i vini locali, tenendo sempre ben presente che non esiste un vino specifico, ma la scelta deve essere rivolta verso un vino corposo, meglio se rosso, con un’alcolicità intorno ai 13% vol ( alcuni vini locali rossi valdostani  Arnad Montjovet 12%,Donnas 12%,Enfer d’Arvier 12%, Nus Valledaosta 12%, Torrette 12% ……..)., che delizia maggiormente il nostro palato.

Il vin brulè fa bene o fa male?

Sicuramente fa bene all’umore e scalda gola e stomaco.

Per scoprire i benefici e le controindicazioni di questa millenaria bevanda potete consultare le utili informazioni  riportate sul blog vitamine e proteine e sul libro di Tommaso de Chirico “I giganti della medicina naturale: Vita e Opere dei Maestri”.

Ma quale bicchiere con manico conviene utilizzare per bere il vin brulè?

Non esiste una regola o una tradizione che ci può consigliare nella scelta dell’idoneo materiale che costituisce il bicchiere con manico, ma riportiamo una nostra semplice considerazione legata puramente ad un aspetto emozionale.

Molte persone sostengono che anche l’occhio vuole la sua parte e pertanto se desideri apprezzare il colore rosso del vino ti consiglio di utilizzare un bicchiere in vetro, ma se invece vuoi “calarti” totalmente nella realtà montana, allora ti consiglio in bicchiere in legno.

Alla Tua Salute!!!